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Ponzano ad un primo impatto offre di sé una immagine unitaria, suggerita dall'aggregazione compatta di case e dalla chiusura verso l'esterno del centro storico, cui ancora oggi si accede attraverso l'unico ingresso di piazza Vittorio Emanuele, collegata tramite la strada in ripida salita alla sottostante via provinciale. Questa sensibile differenza altimetrica insieme ai caratteri geomorfologici del suolo hanno determinato una netta distinzione tra campagna e città che, nel mantenere integro il rapporto tra spazio naturale ed insediamento, giustifica la scelta del sito per la creazione di un luogo fortificato. Ponzano sembra infatti rientrare in un più ampio ed organico sistema di avvistamento e di difesa ,costituito da una serie di castelli situati sullo stesso versante posti a guardia della valle del
Tevere a breve distanza l'uno dall'altro.
Il Palazzo Abbaziale, parte integrante del sistema fortificato del castrum ed al tempo stesso residenza, continua a simboleggiare la funzione di controllo e di sigillo dell'abitato svolta in antico quale struttura castellana sull'accesso del paese. Della grandezza e della posizione dell'edificio si trovano riferimenti in un documento del 1600 dove si fa cenno all'elevato numero di stanze pari a 15 ed alla posizione privilegiata di cui il Palazzo gode volgendo la sua facciata proprio su piazza Vittorio Emanuele.
 
Risultato della trasformazione dall'architettura castellana a quella civile, la sobria ed elegante facciata del Palazzo si deve all'intervento del cardinale Alessandro Farnese nella seconda metà del XVI secolo. Nel 1688 il cardinale Paluzzo Altieri abbellì il palazzo con marmi e colonne asportati da S.Andrea in flumine.
 

Sulla piazza antistante il Palazzo Abbaziale si trova il monumento votivo de "L'Edicola della Madonna" la cui origine è attestata da un atto notarile, in cui si legge che nel 1525 un cittadino destinò parte dei suoi beni alla costruzione di un'immagine sacra collocata vicina all'unica porta del borgo, che era situata all'interno del Palazzo stesso. Quale fosse l'immagine raffigurata viene precisato in un lascito del 1630 ove si fa riferimento alla Natività della Beata Vergine Maria. L'Edicola venne ricostruita nel 1886 ma anche la nuova sistemazione venne ancora una volta alterata nel 1964.

La chiesa parrocchiale dedicata al patrono della città, S. Nicola di Bari, è situata su un lato della piccola piazza al centro dell'abitato. Non si conosce l'epoca di fondazione dell'edificio di culto, sicuramente anteriore alla prima memoria storica contenuta in un atto notarile del 1494. In tal senso un contributo potrebbe provenire dal campanile, che attualmente forma la zona angolare destra della facciata ed è stato datato alla fine del XIII o inizi del XIV secolo. Nelle attuali e modeste forme architettoniche settecentesche la chiesa appare il risultato di diversi rimaneggiamenti succedutisi nel tempo. Al suo interno in differenti epoche sono state poste al sicuro pregevoli opere provenienti dall'abbazia di S.Andrea in flumine: un reliquiario argenteo firmato da Rainerius Teramnese e
 
datato in modo controverso tra l'XI e il XIII secolo, il cinquecentesco trittico del SS. Salvatore delle Grazie più sicuramente riconducibile al secolo XVI.

Eretto su una collina poco discosta e ad ovest di Ponzano, il complesso di S. Sebastiano è l'elemento più caratterizzante e suggestivo dell'ameno paesaggio godibile verso ponente dal terrazzo della città. Al di là delle tradizioni orali e leggendarie ancora vive presso la popolazione, non esistono dati certi per poter stabilire il periodo in cui venne introdotto il culto di questo martire, eletto compatrono e la cui memoria più antica sull'altura sembra essere stata una edicola risalente al XIII-XIV secolo. A questa epoca furono datate infatti le tracce murarie più antiche, ancora visibili nell'attuale chiesa iniziata nel 1524 e la cui struttura architettonica a navata unica con abside è rimasta invariata fino ai nostri giorni. Le origini e le vicende di questo edificio di culto ultimato
nel 1540 sono strettamente connesse a quelle dell'annesso convento dove si stabilirono i PP. Conventuali Riformati, la cui permanenza fino al 1671 venne interrotta da un breve soggiorno degli Eremiti del Soratte(1598-1616).
Dal catasto dell'Abbazia di S. Andrea in flumine si legge: "L'Abbazia di S. Andrea in fiume, sta alla radice del Monte Sant'Angelo di Ponzano in un rialzo, che le rende bella vista, godendo la pianura delli saletti irrigati da diverse acque, et dal fiume Tevere, et le colline amene, che le restano in prospettiva, et intorno con la varietà delle montagne". Nonostante i secoli trascorsi da questa descrizione del 1600, il celebre monastero, distante km. 2 dal centro abitato ancora gode di
 

una posizione rivilegiata e di uno straordinario panorama. Di gran lunga l'abbazia rimane il più noto ed importante complesso monumentale, la cui chiesa secondo la leggenda venne fondata nel VI secolo da Galla, mentre il monastero, Secondo Benedetto, monaco di S. Andrea vissuto nel X secolo, sarebbe stato edificato nell'VIII secolo da Carlomanno, fratello di Pipino il Breve. La chiesa è caratterizzata da un raro esempio di jubé, una galleria su tre archi con funzione di pulpito e posta a divisione tra il presbiterio e la zona riservata ai fedeli. Si possono ancora ammirare gli splendidi mosaici cosmateschi e l'elegante ciborio firmato da Nicola e Giovanni Guittone. Al XV secolo risale la decorazione pittorica con la Resurrezione nel catino absidale e la Crocifissione nell'arco trionfale.
Nei piani dei Saletti, a km. 4 a nord di Ponzano e m. 700 circa dal Tevere, la sorgente minerale dell'Acqua Forte, particolarmente ricca di ferro, è segnalata dallo stabilimento costruito agli inizi del Novecento per il suo imbottigliamento. Rimasto in completo abbandono dopo l'interruzione di tale attività intorno all'anno 1922, il complesso è stato completamente restaurato nel 1999 ed ora è destinato a Museo.

Stabilimento Acqua Forte
prima del restauro, 1986
Stabilimento Acqua Forte
dopo del restauro, 1999
Etichetta dell'Acqua Forte imbottigliata
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